Pasqua: uova si o no?


Cari lettori,
certamente tanti di voi avranno “onorato” l’antichissima tradizione di regalare le uova di Pasqua, in particolare ai bambini.
Anche io non ho resistito, ma l’ho fatto sempre a modo mio, ossia coniugando il simbolo con qualcosa di formativo/utile.
Le aziende che si occupano di confezionare le uova, il più delle volte, con le loro pubblicità “riempiono” gli occhi e la speranza di tanti piccoli bambini desiderosi di aprire l’uovo (a volte non considerare nemmeno la cioccolata!!!) esclusivamente per scoprire la sorpresa al suo interno! Restano sempre felici di ciò che trovano? No, non sempre.

Devo fare una premessa (assolutamente personale, perchè poi ognuno fa quel che reputa più giusto).
Perchè i bambini vogliono l’uovo di Pasqua? Perchè i bambini hanno tutte queste aspettative sulla sorpresa al suo interno? Perchè non vedono l’uovo come un semplice simbolo di cioccolata legato alla Pasqua? E tante altre domande ancora… Perchè?

E’ possibile che la risposta derivi semplicemente dal nostro comportamento di adulti?
Se ci pensiamo bene, il bambino nasce senza conoscere l’esistenza di uova e di sorprese. Siamo noi adulti a creare attorno a loro “l’atmosfera” di questa tradizione e, sempre noi, siamo quelli che gestiscono la portata d’intensità dell’aspettativa.
Ragion per cui, ciò che mostreremo e spiegheremo sarò per loro sempre sacro e legge. Siamo noi il loro primo diretto sapere, il loro esempio assoluto. Il discorso vale anche per le calze della befana, il topolino e la fatina dei denti e tutto quello che rendiamo magico per i piccoli.

Capita, non troppo di rado, che siano proprio gli adulti a creare alte aspettative nei bambini e di trasferire loro la delusione di una sorpresa insoddisfacente. Infatti, lamentano di aver speso un patrimonio per poi trovare nelle uovo regali di poco conto. E così, i bambini non solo non daranno più importanza al simbolo, ma disprezzeranno anche ciò che è stato acquistato con soldini guadagnati senza dar importanza al valore dei soldi, dei regali, dello spreco.

Per questo, io ho scelto nuovamente di conservare il simbolo dell’uovo ma di scegliere il regalo consapevolmente. Anche qui, non è detto che il regalo sia obbligatorio, questo è un gesto di scelta personale, un “di più” che non ha obblighi o tradizioni.
Ai miei figli e ad alcuni parenti ho regalato un piccolo uovo e un regalo.
Ai miei due bambini, ai quali avevo raccontato la storia del coniglietto (perchè la potenza della magia dei racconti è più importante dei regali), ho preparato in una cesta un piccolo uovo a testa e un libro da colorare per uno e una macchinina per l’altro.
Uova e libri per gli altri.
Tutti felici e contenti per aver ricevuto la cioccolata e un regalo utile, perchè scelto sulla base dei loro gusti e delle loro esigenze.

Tradizione e utilità.

Cosa hanno ricevuto i miei figli dai nonni e parenti?
Avevo chiesto in anticipo a chi sapevo avrebbe regalato qualcosa ai miei bambini di non acquistare uovaI nonni materni e paterni, insieme, hanno regalato un uovo artigianale con all’interno l’abbonamento trimestrale di uovo per tutti e due!
Da altri invece, il coniglio di cioccolata e dei colori. Ovette e biglietti per il cinema. Ovette e una pista di legno con trenini, con la quale giocare in condivisione.

Voi cosa ne pensate?

Leave a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *