Bambini: Quanto è importante il gioco?


Cari lettori,
oggi voglio condividere con voi il mio pensiero sull’esperienza del gioco.

<<Non cammina ancora? Dice così poche parole? Non sa scrivere il suo nome?>>
<< No, non ancora, però può disegnare un sole verde e un prato blu, può sconfiggere mostri e
crede alle fate. Ha poteri magici e vive in un mondo incantato>>
<< E quindi cosa sa fare?>>
<< Sa fare il bambino. E sa giocare. E sa essere speciale e meraviglioso!>>

Giocare, per i bambini, è un occupazione molto seria. Per loro equivale al lavoro dei grandi. Non è importante per noi lavorare? Noi lavorando guadagniamo uno stipendio (assieme a tante altre cose, ovvio), loro “giocando/lavorando” guadagnano esperienze di crescita importanti.

Innanzitutto è importante che il bambino sia libero di giocare come più gli aggrada. Quante volte abbiamo comprato giocattoli che hanno usato due ore per poi passare ore intere (magari anche giorni e settimane) a giocare con il tappo della bottiglia, l’anima di cartone della carta igienica, una sciarpa e un cappello… e via dicendo? Direi molto spesso.

Eppure, proprio questa loro scelta di gioco è molto più importante di giocare con l’ultimo modellino di ogni strumento di ultima generazione.
Io, lo ammetto, sono a favore di tutti i giochi educativi e didattici, ma nei primi anni di vita incoraggio il gioco libero. Perchè?

Perchè il gioco libero permette al bambino di usare molta fantasia, di scegliere oggetti che conoscono o meno e con i quali inventare storie immaginarie. Imparano, inoltre, a condividere quando sono in gruppo e a gestire eventuali problemi/litigi con gli amichetti, quindi a sviluppare anche l’autonomia emotiva.

Lo sviluppo cognitivo che il gioco è in grado di dare ai bambini è immenso, perchè lo mette dinanzi a tante esperienze di crescita.

Possiamo aiutarlo nel gioco libero?
Certo, noi adulti possiamo “intervenire” se il bambino ci invita, naturalmente ponendoci al suo livello senza però vestire i panni dei “bambinesi”, ovvero evitando di assumere il tono di voce e l’atteggiamento dei bambini. Scimmiottarli non è certamente quello che vogliono. Semplicemente desiderano farci entrare nel loro mondo.
Un altro modo per aiutarlo nel gioco libero è lasciargli spazio di movimento, sia in casa che fuori, affinchè possa sperimentare e cercare da solo. Se si riesce a farlo giocare in gruppo sarà sicuramente ancora più costruttivo il gioco, ma solo se l’adulto lo lascerà vivere da solo l’esperienza, quindi senza intervenire se lo vede in difficoltà con altri amichetti, perchè dovrà sviluppare da solo il modo di risolvere il piccolo disagio/problema. Se riuscirà da solo oggi, domani sarà sicuro di se stesso e delle sue capacità.

Come dice la Montessori, noi adulti dobbiamo aiutare e guidare il bambino, no sostituirci a lui.

Spero questo mio punto di vista abbia risvegliato in voi qualche riflessione.

Isabella di Menta e Pistacchio
Mamma/Insegnante

 

 

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